giovedì 21 luglio 2016

Ritorna la Triennale di Milano: “21st Century. Design After Design”

Lo scorso 2 aprile ha aperto i battenti la XXI edizione dell’Esposizione Internazionale della Triennale di Milano dal titolo “21st Century. Design After Design”. La mostra sarà aperta fino al prossimo 12 settembre. Dopo vent’anni torna la grande esposizione internazionale della Triennale di Milano e grazie al sostegno del BIE, Bureau International des Expositions, del Governo Italiano, del Comune di Milano, della Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Milano e della Camera di Commercio di Monza e Brianza, offre al visitatore la possibilità di scoprire le eccellenze del design italiano attraverso inediti punti di vista.

Ogni edizione la mostra si trasforma, modificando i temi trattati e gli allestimenti. Dal 1923 La Triennale di Milano è l’istituzione italiana per l’arte, il design, l’architettura, la moda e il cinema, è un luogo da frequentare ogni giorno. Scoprire libri ed oggetti allo Store, ma attraversata la passerella sospesa un’occasione per scoprire il design italiano da un diverso punto di vista negli spazi del Design Museum. Un occassione per godersi teatro, musica, danza e spettacoli di Teatro dell’Arte.
La XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano si articola in un programma di mostre, eventi, call, festival e convegni diffusi in tutta la città, dalla Triennale alla Fabbrica del Vapore, dal Pirelli Hangar del Bicocca Village ai Campus del Politecnico, dal Campus della IULM al MUDEC, dal Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci al Palazzo della Permanente all’Area Expo, dal Museo Diocesano fino alla Villa Reale di Monza, sede storica delle prime Mostre Internazionali.

“21st Century. Design After Design” non vuole dare visioni sul futuro ma cerca di decodificare il nuovo millennio e di individuare i cambiamenti che coinvolgono l'idea stessa di progettualità. La preposizione “after” può essere intesa come “dopo”, in riferimento a una progettualità in quanto fatto posteriore o susseguente al Novecento, oppure come “nonostante” in riferimento a una progettualità che si fa largo, in via antagonista, a dispetto del persistere di condizioni ascrivibili al secolo precedente.

“21st Century. Design After Design” tocca questioni chiave come la nuova “drammaturgia” del progetto, che consiste soprattutto nella sua capacità di confrontarsi con i temi antropologici che la modernità classica ha escluso dalle sue competenze, quali la morte, il sacro, l'eros, il destino, le tradizioni, la storia. Molti sono i fattori che condizionano la progettazione. L'impatto della globalizzazione sul design, le trasformazioni conseguenti la crisi del 2008 e l’arrivo del XXI secolo, la relazione tra città e design, i rapporti tra design e accessibilità delle nuove tecnologie dell'informazione ed i rapporti tra designer e l’artigiano.

Venti sono le mostre mostre organizzate delle quali 11 mostre curate dal comitato scientifico del “21st Century. Design After Design”:
­_ Neo Preistoria - 100 Verbi, a cura di Andrea Branzi, Kenya Hara
_ TDM 9. W - Women in Italian Design, a cura di Silvana Annicchiarico
_ Architecture as Art, a cura di Pierluigi Nicolin
_ Sempering, a cura di Luisa Collina, Cino Zucchi
_ New Crafts, a cura di Stefano Micelli
_ La Metropoli Multietnica, a cura di Andrea Branzi
_ City After the City, direzione di Pierluigi Nicolin , con le mostre:
_ Landscape Urbanism, a cura di Gaia Piccarolo
_ Urban Orchard, a cura di Maite Garcia Sanchis
_ Expanded Housing, a cura di Matteo Vercelloni
_ People in Motion, a cura di Michele Nastasi
_ Street Art, a cura di Nina Bassoli

Nove sono invece le mostre organizzate in collaborazione con altri soggetti, Musei, Enti, istituzioni, aziende:
_ La logica dell'approssimazione, nell’arte e nella vita, a cura di Aldo Colonetti, Gillo Dorfles in collaborazione con la Permanente
_ Brilliant! I futuri del gioiello contemporaneo, a cura di Alba Cappellieri in collaborazione con ICE
_ STANZE. Altre filosofie dell'abitare, a cura di Beppe Finessi in collaborazione con Il Salone del Mobile di Milano
_Studiare il futuro già accaduto. Un progetto esplorativo su Uomo, Ambiente e Cultura, in collaborazione con Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
_ Design Behind Design, a cura di Natale Benazzi, Carlo Capponi, Laura Lazzaroni, Marco Romanelli, Andrea Sarto, in collaborazione con Museo Diocesano
_ Road to R(e)volution. Prospettive di futuro. La poetica del domani fra car design e mobilità in collaborazione con Quattroruote
_ Game/Video Art. A Survey, a cura di Matteo Bittanti e Vincenzo Trione in collaborazione con IULM
_ Campus & Controcampus. Architetture per studiare e ricercare, a cura di Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni in collaborazione con Politecnico di Milano
_ Archidiversity: 9 architetti progettano “design for all”, a cura di Giulio Ceppi, Rodrigo Rodriquez con Matteo Artusi in collaborazione con Fondazione Riccardo Catella, Design for All Italia, Comune di Milano.

L’Orto Planetario ed una Meeting/Bookroom in Area Expo nell’ambito di City After the city  Esposizioni da oltre 30 paesi (Algeria, Canada, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Kazakistan, India, Iran, Messico, Polonia, Portogallo, Russia, Singapore, etc)  Oltre 22.000 mq di superfici occupate fra Milano e Monza  17.000 mq. di superfici occupate in Area Expo.
Un programma teatrale a cura del CRT al Teatro dell’Arte: il lettone Alvis Hermanis, di cui il pubblico milanese ha ammirato una sua recente regia al Teatro alla Scala, presenta con il Nuovo Teatro di Riga in prima italiana l’inedito “Melnais Pienz/Black Milk”; il francese Aurelien Bory per la prima volta in scena a Milano presenta “Plan B”, uno spettacolo sorprendente per le relazioni tra corpo e spazio scenico; l’argentino Rodrigo Garcia presenta in esclusiva italiana la sua ultima visionaria creazione “4” che ricorda provocatoriamente le riflessione sulle junkcities di Rem Koolhaas.

Gli iraniani Shirin Neshat, Mohsen Namjoo e Shoja Azari esplorano i confini tra voce e immagine con la performance “Passage Through The World”, una cavalcata musicale attraverso una immaginaria “via della seta”; l’ensemble OHT di Filippo Andreatta propone la performance “A Play As A Landscape” che incrocia il pensiero di Gertrude Stein e la visione estetica di Aldo Rossi; Roberto Paci Dalò e l’artista cinese Zhou Jie con il gruppo Giardini Pensili si ispira a “I quaderni di Malte Laurids Brigge” di Rainer Maria Rilke con la performance “Non pensavo al mio cuore” che articola linguaggio scenico, musica live e immagini cinematografiche; Silvio Castiglioni si ispira alla visionarietà poetica del pittore contadino Pietro Ghizzardi nello spettacolo ispirato al suo libro “Mi richordo an- chora e anchora...”

Due summer school: una al Politecnico e una in Area Expo  1 festival (Game Design Festival allo IULM)  4 partecipazioni a festival del cinema (Cinema Africano, IT Festival, Milano Design Film Festival, Milano Film Festival)  1 ciclo di concerti curato da Sentieri Selvaggi: tre appuntamenti che fanno convivere diverse forme di spazio, Il Palazzo dell'Arte, Pirelli HangarBicocca e il Teatro dell’Arte, con altrettante forme musicali e con gli interventi coreografici di due protagonisti della danza contemporanea, Matteo Levaggi e Lara Guidetti  1 ciclo di concerti curato da Ponderosa: tra gli altri Max Richter, Kamasi Washington, African Express, Terry Riley, Rokia Traoré, Kronos Quartet, Kayhan Kalhor  lecture di esponenti internazionali del design, dell’arte, dell’architettura e dell’economia. Nomi importanti quali Bruce Mau, John Thakara, Massimiliano Gioni, Arjun Appadurai, Michel Desvigne.


Tre workshop internazionali sul tema “Labour After Labour” con Fondazione Bassetti, un Premio internazionale di architettura al femminile “l’arcVision Prize”. Women and Architecture, concorso istituito da Italcementi Group, oltre ad un ciclo di incontri a cura di Meet the Media Guru. Alcuni degli appuntamenti previsti: Jonathan Woetzel, fondatore del think tank UCI (Urban China Initiative) e direttore McKinsey China; Ma Yansoung, che dirige lo studio MAD Architects, forse uno dei più brillanti architetti a livello mondiale; Mugendi K M’Rithaa Presidente dell’ICSID, International Council of Societies of Industrial Design, definito da molti ambasciatore dello sviluppo del design africano. 




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