Alcune strutture
industriali del nostro passato relativamente recente (1900) appaiono ai nostri
occhi come decisamente artistiche, interessanti, ardite e particolari.
Già negli anni ’60
l’opinione pubblica cominciò ad opporsi alla demolizione di alcune strutture
industriali, comprendendo l’importanza storica, culturale e artistica di certe
costruzioni. In seguito, si è assistito non solo alla salvaguardia delle ex
aree industriali, ma anche alla loro valorizzazione e riconversione. Un vero
riciclaggio di officine, magazzini e stazioni trasformati in centri sociali,
culturali ed economici, centri espositivi, poli per l’arte, atelier, fabbriche
di cultura.
La maggior parte delle
aree industriali dismesse diventano “officine di sperimentazione” in cui gli
artisti creano, suonano, dipingono, cercando nuove forme di espressione.
Ad oggi si moltiplicano
i progetti per il recupero degli spazi industriali. Grandi architetti sono
chiamati a progettare e mettere in luce l’anima e la storia di questi luoghi.
“Tuttavia, il successo
della riqualificazione delle ex aree industriali dipende fortemente dal suo
grado di integrazione con la città e alla sua capacità di creare un indotto
turistico, culturale, economico e sociale”
La riqualificazione
architettonica, la sostenibilità economica e l’impatto ambientale nonché il
recupero delle zone fluviali, l’integrazione con i tessuti urbani circostanti e
la ridefinizione in termini qualitativi, degli spazi verdi, la riconversione
d’uso (rendere le aree riconvertite, a loro volta, facilmente riconvertibili)
ed infine il fundraising sono solo alcuni principi base che guidano la loro
progettazione.
Di seguito alcuni casi
di successo di riqualificazione delle Aree Industriali dismesse in Europa.
-
Ex centro industriale, Bilbao, Spagna – Da dieci anni ospita il museo di arte e
design Guggenheim, di Frank O’ Ghery. “Le miniere di ferro pian piano si
esaurirono, i cantieri navali si trasferirono e, ciò che rimaneva della
prosperità di Bilbao era un lungofiume di arrugginite piattaforme e spettrali
magazzini fatiscenti. Nel primo anno di vita (1997) il Guggenheim ha attirato
circa 100 mila visitatori al mese. In seguito, invece di calare, il tasso delle
presenze si è assestato a «una velocità di crociera di quasi un milione di
visitatori l’anno»”.(http://www.architettiroma.it)
- Ex bacino industriale
della Ruhur, Germania – Interi complessi siderurgici e minerari sono stati
riclassificati in spazi pubblici e insediamenti di città-giardino, seguendo le
regole di bio architettura. Un progetto regionale che si snoda per circa 400
chilometri e coinvolge la metropoli che aggrega le città di Essen, Duisburg,
Dortmund e Oberhausen, presentando ai visitatori 52 testimonianze del passato
industriale e della sua realtà attuale. (http://www.ruhr2010.de – http://www.landschaftspark.de/startseite).
Di seguito alcuni
progetti realizzati:
- Ex miniera Zollern, Dortmund –
Riconvertita in museo e centro culturale per eventi più diversi. La cultura è
il punto di forza della nuova città, che oggi è sinonimo di musica e di nuove
forme di promozione dell’arte e dello spirito creativo (nominata capitale
europea della cultura nel 2010).
- Ex fabbica di birra, Dortmund – la
sezione più importante è dedicata al periodo dell’industrializzazione
soprattutto dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, quando Dortmund era quasi
considerata la “capitale della birra” in Europa. (http://en.landschaftspark.de/the-park).
- Ex gasometro, Oberhausen nei pressi di
Dortmund – adibito a gigantesco centro espositivo. Nei dintorni sono stati
realizzati il maggiore acquario tedesco, un luna park, un’arena, uno shopping
center e una promenade con ristoranti, bar e discoteche (www.gasometer.de).

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