lunedì 11 luglio 2016

Rifugio Boccalatte-Piolti: una terrazza sul mondo

ACCESSO
Casello autostradale di Courmayeur. Proseguire per la Val Ferret sino a Planpincieux. Si oltrepassa il centro abitato parcheggiando nel grandissimo spiazzo a sinistra che si incontra appena dopo le ultime case.Di qui partono le ascensioni per Les Grandes Jorasses una delle più ambite montagne d’Europa. Chi vi si reca godrà di un bel sentiero attrezzato dai tratti aerei e della vicinanza di uno splendido ghiacciaio e di guglie maestose.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Dal parcheggio si procede verso il suo angolo di sinistra, incontrando un cartello indicatore giallo (segnavia 21), per il rifugio (non custodito). Dopo 40 metri si incontra un bivio a destra che porta in una piccola strada attraverso il borghetto (freccia gialla). La mulattiera si inoltra nel bosco, oltrepassando la cappelletta di Planpincieux, diventando poi un sentiero a tornanti. La traccia continua verso le seraccate, raggiunge un canale detritico, lo supera sulla destra ed entra in un secondo canale, stando sulla sinistra e poi guadando il rio relativo. Si continua in direzione di un’evidente cascata con passi  di I-II grado. Si prosegue sul costolone di destra sino ad incontrare una scala metallica che agevola la salita di un camino (comunque facile). All’uscita vi è una corda usurata. Si continua su una dorsale morenica sino alla sommità. Si procede poi a sinistra fra i detriti in direzione delle balze su cui è visibile il rifugio. Giunti contro le placche si risale una rampa detritica a destra incontrando canaponi fissi che traversano a sinistra. Si seguono le corde sino ad un pulpito. Si sale poi a zig zag su percorso aereo sino alla terrazza sospesa sul ghiacciaio dove è posto il rifugio. È possibile concludere la gita oltrepassando entrata e toilette e continuando dietro al bivacco sulle corde fisse che portano al ghiacciaio dov’è sita la bandiera italiana e da cui si parte per le grandi scalate alpine.
Il rifiugio di proprietà del CAI di Torino è regolarmente aperto dalla fine dello scorso mese di giugno grazie all'intraprendenza e alla passione di Franco Perlotto, antropologo e scalatore che ha deciso di abbandonare i propri impegni professionali per tornare a vivere tra le montagne della Valle d'Aosta.

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