lunedì 18 luglio 2016

Carlo Mollino: l’architettura di montagna

Figlio unico dell'ingegner Eugenio Mollino, Carlo completò il suo ciclo di studi presso il prestigioso Collegio San Giuseppe di Torino. Si laureò in architettura nel luglio del 1931. Architetto e designer, anche pilota di aeroplani e di auto da corsa, scrittore, fotografo, ma anche abile sciatore, nonché direttore della Coscuma commissione delle scuole e dei maestri di sci.
Nel 1930, non ancora laureato, progettò la casa per vacanza a Forte dei Marmi e ricevette il premio "G. Pistono" per l'Architettura. Tra il 1933 e il 1936 realizzò, in collaborazione con l'ingegner Vittorio Baudi di Selve, l'edificio della Società Ippica Torinese, considerato il suo capolavoro. Era un'opera che rompeva con il passato e che prendeva le distanze dall'architettura di regime, rifiutando i dettami del razionalismo e ispirandosi ad Alvar Aalto ed Erich Mendelsohn. Tra il 1936 e il 1948, mentre lavorava nello studio del padre, partecipò a numerosi concorsi. Vinse il primo concorso per la sede della Federazione agricoltori di Cuneo, il primo premio al concorso per la progettazione della Casa del Fascio di Voghera in collaborazione con lo scultore Umberto Mastroianni, il primo premio al concorso per la progettazione e la realizzazione del Monumento ai Caduti per la Libertà di Torino, noto anche come Monumento al Partigiano, che venne collocato nel Campo della Gloria del cimitero Generale di Torino. Negli ultimi anni della sua carriera, dal 1965 al 1973, progettò e costruì i due edifici che lo hanno reso celebre. Il palazzo della Camera di Commercio in via Carlo Alberto e il nuovo teatro Regio, ricostruito dopo l'incendio del 1936, inaugurato nel 1973. Poco prima della morte terminò i progetti per gli uffici AEM a Torino e partecipò ai concorsi per il Centro direzionale FIAT a Candiolo e per il Club Mediterranèe a Sestrière.
Innamorato della montagna, nel 1951 scrisse il trattato Introduzione al discesismo dalle cui pagine emerge appieno tutta la sua personalità inquieta, fantasiosa, bizzarra. La sua passione per la montagna lo portava spesso all’ombra delle più alte vette alpine. Furono molti gli edifici montani progettati da Carlo Mollino, la Slittovia del lago Nero presso Sauze d'Oulx. Lo chalet alla base delle piste venne progettato e costruito tra il 1946 ed il 1947, presenta, verso monte, una grande terrazza che emerge con vigore dal volume principale, coniugando la modernità delle forme e delle tecniche costruttive con la tradizionalità dei materiali utilizzati.
La casa del Sole a Cervinia, progettata da Carlo Mollino viene concepita come un'operazione commerciale per una Cervinia, che, ancor priva di un piano regolatore, si avviava a divenire un centro turistico invernale tra i più noti a livello internazionale. Realizzata tra il 1947 e il 1955 doveva realizzare quelle idee di “villaggio in verticale centro sportivo quota 2600 metri”. In opposizione al concetto folkloristico del villaggio di châlets questa architettura doveva essere un filtro dove si entra cittadini e si esce sciatori. Con riferimento, forse agli insediamenti montani per la valle di Vars (Le Corbusier, 1939), Mollino propone una costruzione alta, dominante sul paesaggio ma legata al luogo. I venti appartamenti del condominio sono progettati con i criteri del moderno residence: servizio di ristorante, lavanderia, market, garage, portineria e arredo su disegno. Una cura speciale è stata dedicata anche agli elementi di arredo, camini a pipa intorno ai quali sono disposte sedie e tavoli di un unico tipo. Il letto matrimoniale è composto da una coppia di letti singoli che possono anche essere impilati a castello. Gli armadi sono ricavati e scompaiono, nelle boiseries.
Ad alcune centinaia di metri dalla Casa del Sole, sorge la stazione di arrivo della funivia del Furggen. La funivia del Furggen era stata un capriccio del Conte Lora Totino e doveva servire come base per arrivare in cima al Cervino. Era un impianto di prestigio, ma il suo esercizio venne condotto con difficoltà generate dalle avverse condizioni ambientali. Costruito nel 1952 dalla Agudio e dalla società Nazionale delle Officine di Sivigliano l'impianto è stato chiuso definitivamente nel 1993. Annesso alla stazione di partenza della funivia, l’Hôtel Gran Baita inaugurato nel 1936, una imponente struttura realizzata seguendo canoni architettonici dell’era fascista.

L’ Hôtel Gran Baita, alla cui progettazione aveva partecipato Carlo Mollino, dal 1973 è abbandonato dopo che un incendio l’aveva parzialmente distrutto. Per molti anni un piano urbanistico di dettaglio che prevedeva l’ampliamento della struttura aveva allontanato le offerte di acquisto. Recentemente una cordata di imprenditori valdostani hanno acquistato l’immobile, intendono demolire il rudere per costruire ex novo un albergo da circa 200 posti letto. L'ex hotel Gran Baita è una struttura importante non soltanto dal punto di vista architettonico, rappresenta, quando ricostruito, un biglietto da visita per una stazione turistica, che porterà un incremento della ricettività. Con i lavori di ristrutturazione programmati a partire dalla primavera del 2017, prenderà il via il recupero di una delle più importanti strutture progettate da Carlo Mollino.

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