venerdì 22 luglio 2016

Chiara & Marisa, le donne “No TAV”

Chiara & Marisa come Thelma e Louise, anche se il destino delle prime due si gioca in Valle di Susa e non tra le valli dell’Arkansas. Senza timore di essere smentiti siamo disposti a sostenere che nemmeno il finale sarà drammatico come quello, delle protagoniste del film di Ridley Scott divenuto un instant classic, grazie anche alle scelte molto coraggiose della sceneggiatrice.

Chiara & Marisa, suona quasi come Telma e Luise. La prima Chiara Appendino ha vinto le elezioni nella città dei “bugia nen”, che vincendo il loro atavico immobilismo questa volta si sono mossi, altro che se si sono mossi e dopo decenni di buon governo di sinistra hanno cercato la novità del Movimento 5 Stelle. La seconda Marisa Mayer, alla quale il tribunale ha recentemente revocato l’obbligo di firma è indagata insieme a un’altra ventina di attivisti per i disordini durante il corteo di fine giugno 2015 tra Exilles e Chiomonte. Aveva fatto il giro della rete, nei giorni scorsi, la foto della Meyer mentre si presentava a una stazione dei carabinieri per l’obbligo di firma, suscitando indignazione per il fatto che la procura avesse imposto un simile provvedimento nei suoi confronti. Una anziana e combattiva signora la cui presunta colpa è stata quella di chiedere un passaggio ad un minibus sul quale viaggiavano attivisti “NoTAV” in assetto da sommossa.

La prima Chiara Appendino, Sindaco neoeletto del Comune di Torino, legata anche se non troppo agli schemi politici di un movimento che non si capisce bene da che parte stia nella protesta contro la realizzazione della TAV Torino – Lione. La Appendino dovrà spiegare ai suoi compagni di movimento, quelli che qualche mese fa sventolavano le bandiere No Tav sotto il Comune che non è un'opera che lei può fermare. Chiara Appendino sarà sicuramente un Sidaco all’altezza della situazione quindi non farà fatica nemmeno a destreggiarsi contro le bordate dei valsusini, che in un colpo solo hanno bacchettato la neo sindaca grillina, il presidente del consiglio comunale Fabio Versaci e la maggioranza dei 5 Stelle in Sala Rossa. Al movimento No Tav non è proprio andata giù la solidarietà espressa dai 5 Stelle, in occasione del primo consiglio comunale torinese, alle forze dell'ordine di Chiomonte per gli scontri avvenuti al cantiere Tav della Maddalena.

La seconda, Marisa Mayer, fa parte di un pool di magnifici settantenni “No Tav” che non mollano mai, motivati dal desiderio di difendere il loro territorio, quell’angolo di terra che abitano da quando sono nati, con il preciso intento di offrire ai loro nipoti un futuro migliore. “Qui in val di Susa l’abbiamo capito da tempo: la politica dei partiti non ci interessa più. Noi con questa lotta moralmente abbiamo già vinto perché abbiamo costruito qualcosa che nessuno ci potrà mai togliere”. Così parlava Marisa nell’estate del 2012 di fronte alla telecamera, con la serena determinazione di chi ha capito da che parte stare. Il volto di Marisa si illumina sovente con un sorriso, ma si sa, quando si perde il sorriso si perde la speranza. "Siamo abituati purtroppo alle critiche come queste, alle condanne e ai cambi di barricata, quindi nulla ci stupisce”, mostra sul portale del movimento, notav.info “da oltre 25 anni lottiamo in autonomia da partiti e formazioni politiche, vecchie e nuove che siano, e sappiamo che abbiamo fatto sempre bene".

Per quanto legittima e giustificata la solidarietà espressa a polizia e carabinieri dai grillini "di governo" a Torino, sia pure con la conferma della propria contrarietà al supertreno, rischia di aprire una crepa tra il movimento valsusino e i 5 Stelle, che da sempre si professano contro l'opera e hanno un grande bacino elettorale in Val Susa. Proprio perché noi il Tav lo vogliamo fermare davvero, e proprio su questo aspetto, i No Tav si rivolgono ai grillini: "Visto che vi dite Notav, e che avete ribadito la contrarietà all'opera, spiegateci un po' come lo fermereste, perché ad oggi ed in futuro non l'abbiamo ancora capito bene". 
Marisa Mayer

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