Chiara & Marisa come Thelma e Louise, anche se il destino delle prime due
si gioca in Valle di Susa e non tra le valli dell’Arkansas. Senza timore di
essere smentiti siamo disposti a sostenere che nemmeno il finale sarà
drammatico come quello, delle protagoniste del film di Ridley Scott divenuto un
instant classic, grazie anche alle scelte molto coraggiose della
sceneggiatrice.
Chiara
& Marisa, suona quasi come Telma e Luise. La prima Chiara Appendino ha
vinto le elezioni nella città dei “bugia nen”, che vincendo il loro atavico
immobilismo questa volta si sono mossi, altro che se si sono mossi e dopo
decenni di buon governo di sinistra hanno cercato la novità del Movimento 5
Stelle. La seconda Marisa Mayer, alla quale il tribunale ha recentemente revocato
l’obbligo di firma è indagata insieme a un’altra ventina di attivisti per i
disordini durante il corteo di fine giugno 2015 tra Exilles e Chiomonte. Aveva
fatto il giro della rete, nei giorni scorsi, la foto della Meyer mentre si
presentava a una stazione dei carabinieri per l’obbligo di firma, suscitando
indignazione per il fatto che la procura avesse imposto un simile provvedimento
nei suoi confronti. Una anziana e combattiva signora la cui presunta colpa è
stata quella di chiedere un passaggio ad un minibus sul quale viaggiavano
attivisti “NoTAV” in assetto da sommossa.
La
prima Chiara Appendino, Sindaco neoeletto del Comune di Torino, legata anche se
non troppo agli schemi politici di un movimento che non si capisce bene da che
parte stia nella protesta contro la realizzazione della TAV Torino – Lione. La
Appendino dovrà spiegare ai suoi compagni di movimento, quelli che qualche mese
fa sventolavano le bandiere No Tav sotto il Comune che non è un'opera che lei
può fermare. Chiara Appendino sarà sicuramente un Sidaco all’altezza della
situazione quindi non farà fatica nemmeno a destreggiarsi contro le bordate dei
valsusini, che in un colpo solo hanno bacchettato la neo sindaca grillina, il
presidente del consiglio comunale Fabio Versaci e la maggioranza dei 5 Stelle
in Sala Rossa. Al movimento No Tav non è proprio andata giù la solidarietà
espressa dai 5 Stelle, in occasione del primo consiglio comunale torinese, alle
forze dell'ordine di Chiomonte per gli scontri avvenuti al cantiere Tav della
Maddalena.
La
seconda, Marisa Mayer, fa parte di un pool di magnifici settantenni “No Tav”
che non mollano mai, motivati dal desiderio di difendere il loro territorio,
quell’angolo di terra che abitano da quando sono nati, con il preciso intento di
offrire ai loro nipoti un futuro migliore. “Qui
in val di Susa l’abbiamo capito da tempo: la politica dei partiti non ci
interessa più. Noi con questa lotta moralmente abbiamo già vinto perché abbiamo
costruito qualcosa che nessuno ci potrà mai togliere”. Così parlava Marisa
nell’estate del 2012 di fronte alla telecamera, con la serena determinazione di
chi ha capito da che parte stare. Il volto di Marisa si illumina sovente con un
sorriso, ma si sa, quando si perde il sorriso si perde la speranza. "Siamo abituati purtroppo alle critiche come
queste, alle condanne e ai cambi di barricata, quindi nulla ci stupisce”,
mostra sul portale del movimento, notav.info “da oltre 25 anni lottiamo in autonomia da partiti e formazioni
politiche, vecchie e nuove che siano, e sappiamo che abbiamo fatto sempre bene".
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| Marisa Mayer |

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