domenica 7 agosto 2016

Sciacchetrà, storia di vino e di emigranti

Il Cinque Terre Sciacchetrà è un vino DOC la cui produzione è consentita in alcuni comuni della provincia di La Spezia. Si tratta di un vino passito prodotto nelle Cinque Terre da uve che provengono dai celebri terrazzamenti. Oltre a vantare una storia millenaria e ad essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata ma non è stato riconosciuto come presidio Slow Food.

Nella sede del Parco Nazionale delle Cinque Terre, a Manarola, due anni or sono è nato ufficialmente, il “Consorzio Cinque Terre Sciacchetrà”. L’idea è venuta a Luigi Grillo, ex-senatore e titolare della “Cantina Buranco” di Monterosso, durante la 1ª edizione del “Festival dello Sciacchetrà”, organizzato nel paese rivierasco. Oltre alla passione per la politica non ha mai nascosto l’amore per la sua terra, tanto da farsi promotore di questa iniziativa. Grillo non ha nascosto di aver faticato a riunire 15 viticoltori, sui 17 presenti, ma centrando l’obiettivo si dice soddisfatto. I produttori aderenti, nelle loro vigne sparse nei caratteristici terrazzamenti a picco sul mare, hanno dato vita ad un vero consorzio, che consente loro di essere più competitivi sul mercato.

Da oggi saranno i migranti della Caritas diocesana di La Spezia a collaborare con il Consorzio per la produzione del pregiato vino. Nascerà infatti alle Cinque Terre una cooperativa che coinvolgerà produttori e richiedenti asilo non solo per il recupero dei muretti a secco ma per recuperare gli incolti e coltivare il vitigno di `bosco´, quello da cui nasce il rinomato passito.

L’iniziativa è stata presentata oggi alla IV edizione del Festival dello Sciacchetrà a Corniglia, nelle Cinque Terre. “I giovani migranti stanno già seguendo dei corsi di formazione per la coltivazione della vigna” ha spiegato il presidente del Consorzio Produttori Sciacchetrà Heidi Bonanini. “Crediamo in questo progetto per il recupero dei terreni abbandonati e per un possibile ampliamento delle produzioni”. Lo Sciacchetrà è un vino che rientra nella Doc Cinque Terre 1973 e nasce sui terreni scoscesi della costa spezzina, da uve lasciate essiccare al sole. La giornata dedicata a questa produzione ha focalizzato l’attenzione sull’attività di presidio di questa coltivazione, contro il rischio idrogeologico e per il mantenimento di una tradizione in grado di dare risposta anche in termini di posti di lavoro e necessità sociali.

Nel corso della giornata di sabato 6 agosto è stato presentato il progetto ideato per aumentare la produzione del passito e per combattere i pregiudizi nei confronti dei migranti. "Il consorzio ha preso in affitto dalla Curia” ha spiegato Luigi Grillo, presidente dell'Associazione Amici delle 5 Terre, “sette mila metri quadrati di terreni incolti che saranno coltivati dai migranti ospitati dalla Caritas. I migranti non sono un peso, ma anche risorsa. L'età media dei produttori è molto elevata, bisogna invertire il trend e i nostri giovani non sono molti disposti a piegare la schiena. Per i primi quattro o cinque anni le barbatelle non produrranno grappoli, per cui chiederemo un sostegno alle istituzioni. Dopo di che il progetto sarà in grado di autofinanziarsi”. 

Sciacchetrà vino passito DOC

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